Tiger Woods: ritorno del campione?

Si è da poco concluso il torneo Chevron Golf Challenge, giocato in California. E’ un torneo particolare in quanto solo 18 giocatori tra i migliori al mondo possono parteciparvi. Nell’edizione di quest’anno abbiamo trovato nomi del calibro di Rickie Fowler, Jim Furyk, Hunter Mahan, Bubba Watson, Bill Haas, per esempio, più un Tiger Woods che ha un legame particolare con questo torneo, grazie al legame con la sua Tiger Woods Foundation. Ma non è importante il torneo in se, quanto il risultato finale. Dopo ben 2 anni e 26 tornei giocati senza aver vinto nulla, Tiger Woods è tornato al primo posto in classifica in un torneo ufficiale. Che sia davvero il primo di una nuova e lunga serie come ci ha abituato a vedere negli dal 1997 al 2009? Vediamo quali sono stati i suoi commenti a caldo subito dopo la brillante vittoria.

Non ho seguito i primi 3 giri del Chevron World Challenge, o meglio nulla di più che controllare i risultati online a fine giornata. Ma quando ho visto che all’inizio del 4° ed ultimo giro Tiger Woods era in classifica con una buona chance di vincere sono rimasto attaccato all’iPad in cerca dell’ultimo aggiornamento. Si sono un fan di Tiger, non si era capito?

Guardando la classifica finale si nota come la lotta per il titolo ha avuto due soli protagonisti: Zach Johnson e Tiger.

Se volete invece rivedere i momenti salienti del 4° giro potete farlo direttamente dal sito del PGA Tour: video.

Ma non è per questo che ho voluto scrivere questo articolo. In realtà volevo commentare e riportarvi le dichiarazioni di Tiger Woods nell’intervista del dopo gara.

Domanda: Sono aspetti molto legati tra loro, ma sei più soddisfatto della vittoria di oggi o del fatto di aver recuperato interamente i tuoi guai fisici? (in riferimento ai ripetuti ed anche recenti problemi di salute di TW)

TIGER WOODS: sentivo che per giocare al livello a cui so di poter giocare dovevo essere perfettamente in forma. Dovevo tornare ad essere forte ed esplosivo così come lo sono sempre stato per poter praticare ed allenarmi.

Semplicemente tutto parte da qui. Sono stato in grado di tornare a praticare e quindi le sedute dei miei allenamenti hanno iniziato a costruire, costruire e costruire. Giocare qualche torneo qua e la e vedere che il rendimento ad ogni torneo era in miglioramento è stato un buon segnale.

Miglioravo di settimana in settimana, perchè in forma fisicamente e quindi in grado di allenarmi.

Proviamo a riflettere… Tiger stella inattaccabile e di dominio pressoché assoluto negli anni dal 1997 al 2009. Nel 2009 per problemi personali nella vita privata, questioni di cui non intendo occuparmi o commentare, perchè appunto privati, ha subito un tracollo, di gioco e di sponsor. Potrebbe anche smettere e ritirarsi ed invece, con una caparbietà che invidio profondamente, dice che deve solo praticare ed allenarsi. Insomma gli serviva solo un sano e duro lavoro, niente lamentele, niente colpe date a media, sponsor o vicende private… anche in questo caso, sportivamente, credo che sia un esempio da non dimenticare.

Domanda: da che distanza hai imbucato l’ultimo putt e quali sono stati i tuoi pensieri quando hai visto cadere la palla in buca?

TIGER WOODS: credo che fosse un putt fi circa 10/12 piedi (poco più di 3 metri).

Riguardo ai miei pensieri credo di non aver pensato nulla, ma di aver urlato, non me ne sono reso conto, ma credo di aver urlato. Poi ho visto le persone esultare e dopo i miei pensieri sono stati per Zach e per andare a stringergli la mano.

Domanda: che significato ha questa vittoria?

TIGER WOODS: è importante. Quest’anno sono stato in lotta per la vittoria solo 3 volte, che non è molto.

Domanda: confronta le emozioni che ti ha dato questa vittoria con quelle provate a Kingston Heath, quando vincere sembrava essere la normalità per te.

TIGER WOODS: non saprei. Tutte le vittorie sono belle, non è facile vincere un torneo di golf e difficilmente si riesce a comprendere quanto sia di fatto difficile. Ho passato momenti in cui vincevo tornei uno dietro l’altro, ma in ognuno non ho mai dato la vittoria per certa e questo perchè so quanto sia difficile vincere un torneo di golf.

Alcuni tornei si vincono più facilmente di altri, dipende dal mio gioco. In alcuni tornei in cui il gioco non era al massimo sono stato comunque in grado di limare ogni singolo colpo per scalare la classifica fino alla vetta.

Ho giocato bene tutta la settimana, solo che non ho imbucato così tanti putts da passare in testa con distacco. Ho fatto 3 bogeys ai par 5 che non è proprio accettabile.

Oggi, nel 4° giro, ho pensato che se fossi riuscito a fare -4 o -5 sui par 5 sarei stato in grado di mettere sotto pressione Zach.

Qua c’è altro da imparare. Mai dare per scontato nulla, nel golf come nella vita. Anche se vincere tornei di golf è naturale così come per me fare la coda la mattina in tangenziale, mai dare per scontato che debba essere sempre così (eccetto la coda in tangenziale). Una delle cose che mi piacciono di Tiger è proprio questa, l’abitudine a lottare per ottenere il successo, anche quando da numero 1 incontrastato del mondo si ritrova oltre il 50° posto.

Domanda: Nella fase finale della gara come ti sei sentito?

TIGER WOODS: mi sono sentito normale, a mio agio. Sono stato molte volte nella posizione di poter vincere nelle ultime buche di un torneo e semplicemente mi sento a mio agio in questa situazione.

Ero nervoso? certamente, sono sempre nervoso in situazioni del genere, ma è comunque un feeling gradevole, mi piace sentirmi così. Oltretutto non dimentichiamo che è anche bello essere in una situazione in cui puoi vincere.

Pensare che i grandi campioni di golf, come di ogni altro sport, siano degli automi, senza emozioni o sentimenti è errato. Anche loro si emozionano e diventano nervosi, se la situazione si scalda. Ma la differenza la fa la reazione, l’accettare la situazione e cercare di sfruttarla a proprio vantaggio anche incanalando quelle tensioni od energie, che per altri sarebbero distruttive, al fine di migliorare la propria prestazione.

Domanda: Puoi darci un’idea di come sia stato il lungo periodo di digiuno di vittorie? Immagino che sia stato difficile continuare a sentire che non vincevi da 2 anni.

TIGER WOODS: si me lo sono sentito dire ad ogni torneo. Ma non gioco a golf per questo motivo, non gioco a golf per rispondere alle critiche dei giornalisti o roba del genere. Gioco solo per vincere, è per questo che scendo in campo. E’ quello che ho detto ad inizio settimana e sono stato in grado di realizzarlo in campo.

Domanda: Cosa credi ti avrebbe detto Earl (il padre) oggi?

TIGER WOODS: sarebbe stato fiero di come mi sono aggrappato alla vittoria, di come mi sono concentrato e di quello che stavo realizzando. Una delle cose che mi ha insegnato è diventato un motto per il mio gioco: non importa se il colpo che stai per giocare è quello giusto o sbagliato, l’importante è che tu sia concentrato per farlo al meglio.

Un esempio di “stare nel presente”, un modo per ridurre lo stress emozionale in molte situazioni e per focalizzarsi solo su quello che effettivamente serve per giocare al meglio il colpo.

L’intervista continua con domande più specifiche sulla giornata di gara appena conclusa e sul torneo.

In una delle ultime domande Tiger risponde che si prenderà un periodo di riposo perchè comunque le ultime settimane sono state di intenso e duro lavoro.

Quale fan di Tiger spero che questo sia l’inizio di una nuova carriera vittoriosa, ci credo, anche se non mi sbilancio nel fare pronostici che riguardano la vittoria di altri major, per esempio per insidiare il record di Jack Nicklaus. Come molti affermano, tra questi anche l’ex-coach Hank Haney, Tiger tornerà a vincere, difficilmente con la costanza e regolarità del periodo d’oro della sua carriera ma tornerà a vincere di sicuro e questo torneo, il Chevron, non sarà un caso isolato.

Articolo originale “Tiger Woods: ritorno del campione?” scritto per WebGolf.it

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